Preghiamo per l’Italia: diciamo un paternostro e un’avemmaria

5 marzo 2010

Cominciamo col dire, per le nostre intenzioni, le due preghiere più note, e più care ai cristiani (e agl’italiani).

Ricordo quali sono le intenzioni di questo diario: che Dio si degni di benedir sempre, come piace a lui, l’Italia, di farle specialmente il gran dono dell’unità, di convertire i nemici dell’unità nazionale a un retto amor di patria.

A tutti gli amici che ci leggono o ci leggeranno chiediamo per carità d’unirsi alle nostre preghiere, di pregare cioè — come vorranno — per queste stesse intenzioni. E Dio, che vede le preghiere fatte nel nascondimento, vi rimeriterà abbondantemente.

Diciamo dunque anzitutto, per l’Italia, l’ “oratio dominica”, cioè la preghiera del Signore, che ci ha insegnato Gesù stesso.

Il Paternostro in latino

Pater noster,

qui es in caelis,

sanctificètur nomen tuum,

advèniat regnum tuum,

fiat volùntas tua,

sicut in caelo et in terra.

Panem nostrum cottidiànum da nobis hòdie,

et dimìtte nobis dèbita nostra,

sicut et nos dimìttimus debitòribus nostris,

et ne nos indùcas in tentatiònem,

sed lìbera nos a malo.

Amen.

(NOTA. Il latino si pronunzia, secondo l’uso ecclesiastico, pressappoco come l’italiano, ma ricordando però che: l’ “ae” si lègge come un’ “e” aperta — “caelis”, per esempio, si lègge “cèlis”; l’ “h” è muta — per es., “hodie” si lègge “òdie”; il “t” seguìto da un “i” più un’altra vocale suona come la “z” di “terzo”, “azione” — così, “tentationem” si leggerà “tentaziònem”; infine, le vocali “e” e “o”, quando sono accentate, sono sempre aperte.)

Il Paternostro in italiano

Padre nostro,

che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti,

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non c’indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

Amen.

E ora raccomandiamo la patria alla Vergine madre di Dio, regina e castellana d’Italia, regina della pace, regina del mondo.

L’Avemmaria in latino

Ave, Marìa,

gràtia plena,

Dòminus tecum.

Benedìcta tu in mulièribus

et benedìctus fructus ventris tui,

Ièsus.

Sancta Marìa,

mater Dei,

ora pro nobis

peccatòribus

nunc

et in hora mortis nostrae.

Amen.

L’Avemmaria in italiano

Ave, o Maria,

piena di grazia,

il Signore è con te.

Tu sei benedetta fra le donne

e benedetto è il frutto del tuo seno,

Gesù.

Santa Maria,

madre di Dio,

prega per noi

peccatori

adesso

e nell’ora della nostra morte.

Amen.

Ho detto un paternostro e un’avemmaria per le nostre intenzioni, e anche per tutti coloro che, in qualunque tempo e in qualunque modo, pregheranno per le stesse intenzioni.

Chiedo ancóra alla vostra carità d’associarvi a questa supplica al trono della grazia: come volete, quando volete. E, se avete un minuto, fateci sapere, con un commento anche brevissimo, che avete pregato, o intendete pregare, con noi.

Che Dio ci benedica tutti, che Dio salvi l’Italia! Così sia.

Che cos’è questo diario in Rete

4 marzo 2010

Buon giorno a tutti.

Questo diario in Rete ha uno scòpo un po’ particolare, ch’è dichiarato dal suo stesso titolo: “Orèmus pro Itàlia pàtria nostra” è latino, e vuol dire “Preghiamo per la nostra patria, l’Italia!”

L’autore del diario (chiamatelo Marcellonaccio, ma, si capisce, non è il suo vero nome) vorrebbe solo invitare, anzitutto sé stesso e poi tutti voi e ognuno di voi, a pregar Dio — quel Dio che, come dice il Tasso, “a tutti è Giove” — per la nostra amata patria, l’Italia.

Un’intenzione, specialmente: perché Dio doni all’Italia il bene supremo dell’unità, e cambi le menti e i cuori di tutti quelli che, in buona o in mala fede, di quest’unità, guadagnata col sangue prezioso di tanti martiri, sono i nemici.

Per il resto, chiediamo al Signore, con fede e umile fervore, di benedire la nostra patria adorata: il come, il quando, i particolari insomma, li sa lui, e sia fatta in tutto la sua santa volontà.

Pubblicheremo, compatibilmente col tempo e le forze che avremo, principalmente due tipi d’articoli: delle preghiere, che chiediamo a chi ci lègge di recitare per l’Italia (ma, per pregare, può bastare un minuto: si può dire, per esempio, anche solo un paternostro, o un’avemmaria), e dei testi, letterari o no, sull’amor di patria, e sull’Italia in particolare.

Viva l’Italia! Signore, benedici sempre l’Italia! Così sia.